Comunicato stampa

14 dicembre 2017 Nessun commento »

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Ius Soli

12 dicembre 2017 Nessun commento »

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Liberazione e Brigata Majella

9 dicembre 2017 Nessun commento »
Presso  l’Istituto “A. Marino” di Casoli nel giorno della nascita della Brigata Majella i veri protagonisti sono stati le ragazze e i ragazzi dell’istituto che con impegno, serietà e competenza hanno dimostrato interesse per la mostra storia e per i valori di libertà e democrazia. 
La partecipazione dei Presidenti dell’ANPI comunale e provinciale, della giornalista e scrittrice M. R. La Morgia, Mario Setta, docente e studioso; Vincenzo Rossetti, autore di testi storici su Casoli; Gianfranco Marsibilio, figlio di un partigiano e componente del direttivo dell’Ass. Naz. Brigata Majella di Guardiagrele è stata una presenza molto qualificata. Con molta sincerità vedere questi ragazzi, i loro lavori, e vederli protagonisti mi ha riempito il cuore.
Non è stata una giornata rituale, non ho vissuto una giornata ripetitiva, scontata, formale è stata invece ricca di riflessioni in cui ho percepito un cambio generazionale e un passaggio di testimone. 
Devo ringraziare e dare atto delle competenze della scuola, della dirigente, dei docenti che fanno crescere la consapevolezza di quello che siamo stati, di quello che siamo e di quello che saremo.
 
Il sindaco di Casoli: Massimo Tiberini

I 51 ebrei triestini deportati nel lager di Casoli

5 dicembre 2017 Nessun commento »

Senzanome

Seminario: Liberazione e Brigata Maiella

5 dicembre 2017 Nessun commento »

Giornata di riflessione e approfondimenti degli studenti e docenti delle classi quinte dell’Istituto, 5 dicembre 1943, si costituisce a Casoli la Brigata Majella con il comandante Ettore e il vice Domenico Troilo. Unica a essere decorata con la medaglia d’oro al valor militare. Intervengono Della Morgia Piera e Antonio Innaurato, presidenti locale e prov.le ANPI; Maria Rosaria La Morgia, giornalista e scrittrice; Mario Setta, docente e studioso; Vincenzo Rossetti, autore di testi storici su Casoli; Gianfranco Marsibilio, figlio di un partigiano e componente del direttivo dell’Ass. Naz. Brigata Majella di Guardiagrele. Algeri Marino.

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28 ottobre 2017 – L’Antifascismo in marcia

13 ottobre 2017 Nessun commento »

Manifesto nazionale 28 ottobre ANPI

74° Anniversario della Rivolta Lancianese degli Eroi Ottobrini 5-6 ottobre 1943

5 ottobre 2017 Nessun commento »

In occasione del 74° anniversario della gloriosa rivolta di Lanciano contro il nazifascismo, il Comune di Lanciano e l’Anpi Lanciano sezione Trentino La Barba propongono un ricco programma di manifestazioni in onore dei Martiri Lancianesi e della memoria dei fatti che valsero alla Città di Lanciano la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Ad aprire e chiudere gli eventi in programma sarà un testimone straordinario della Resistenza e dell’Antifascismo italiano, Adelmo Cervi, figlio di Aldo fucilato dai fascisti a Reggio Emilia nel 1943 con gli altri 6 fratelli. La mattina di martedì 3 ottobre e mercoledì 4 ottobre, nell’ambito del progetto dell’Anpi “Coltivare la Memoria Storica – Incontro con il testimone”, Cervi risponderà alle domande dei giovani studenti delle classi terze delle scuole medie cittadine. Venerdì 6 ottobre, alle 17.45 nella Casa di Conversazione, si terrà invece la presentazione del suo libro “Io che conosco il tuo cuore” (Edizioni Piemme), organizzata in collaborazione con Anpi e Auser Lanciano: è la storia del padre partigiano, combattente per la Libertà e la Democrazia, che venne ucciso dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia.

Martedì 3 ottobre, alle ore 17, si terrà la presentazione del libro romanzo “Il patriota giardiniere” (Editrice Carabba) di Umberto Nasuti, sempre nella Casa di Conversazione. Mercoledì 4 ottobre alle ore 17 nel Polo Museale Santo Spirito, convegno su “Nuove destre, nuovi populismi” a cura dell’Associazione L’Atritalia e Anpi Lanciano, con la collaborazione dell’ACP Regione Abruzzo.

Giovedì 5 ottobre alle 16.45,  raduno presso il Sacrario dei Martiri Ottobrini Lancianesi nel Cimitero di Lanciano: alle 17 Santa Messa nella Cappella del Sacrario celebrata dall’Arcivescovo della Diocesi Lanciano Ortona, Emidio Cipollone. Alle 18.30 ritrovo in Corso Trento e Trieste all’altezza della Lapide dedicata alle telefoniste dell’Agenzia S.T.I.M.O. e inizio del percorso della Memoria per alimentare la Pace, fiaccolata in ricordo dei tragici eventi del 5 e 6 ottobre 1943, a cura dell’ANPI e del Comune di Lanciano. L’itinerario sarà il seguente: dal luogo del raduno, il corteo si muoverà verso piazza Plebiscito, Corso Roma, Via Feramosca, Salita Arcivescovado, breve sosta in Largo dell’Appello e deposizione cuscino di fiori davanti al monumento a Trentino La Barba, Via Spaventa e conclusione fiaccolata in Piazza Martiri Lancianesi davanti il Monumento. Lungo il percorso ci saranno dei momenti dedicati alla lettura di alcune pagine tra le più belle dedicate alla Rivolta Lancianese.

Venerdì 6 ottobre dalle ore 9.30 in poi solenne celebrazione della memoria della Rivolta Lancianese degli Eroi Ottobrini, una delle pagine più nobili della Resistenza italiana. La cittadinanza è invitata a partecipare per rinnovare i valori della Libertà e della Democrazia, consapevoli che “chi dimentica è condannato a ripetere gli orrori”.

 

 

MartiriLancianesi

Saluto a Nicola Troilo

25 agosto 2017 Nessun commento »

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Taranta resistente

11 agosto 2017 Nessun commento »

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Iniziative della sezione di Casoli

5 giugno 2017 Nessun commento »

ANPI- CASOLI.
Sezione “Nicola Caniglia”
Anche noi abbiamo aderito alla Giornata antifascista indetta dall’ANPI Nazionale.
Sabato, 27 maggio, gli iscritti e tutti i cittadini sono stati invitati a partecipare ad una semplice cerimonia che si è tenuta alle ore 15,30 davanti ad un LUOGO DELLA MEMORIA vale a dire davanti ad una delle sedi del campo di concentramento di Casoli (1940-1943).
Hanno partecipato all’iniziativa il Sindaco del nostro paese, il Vice-Sindaco e l’assessora alla cultura, alcuni iscritti e simpatizzanti.
Dopo aver deposto una coroncina di garofani rossi intrecciati con alloro sulla parete del campo dove è affissa anche una gigantografia dei primi 50 Ebrei stranieri internati nel campo di Casoli, è stata data lettura di una delle tante lettere scritte da un internato e ciò per NON DIMENTICARE.
A seguire, la lettura di alcuni passaggi di ciò che Antonio Gramsci scrive a proposito dell’indifferenza e di ciò che Hessel dice a proposito dell’indignazione: l’indifferenza, intesa come peso della storia e come sentimento facilitatore dell’insorgenza di tutti i fascismi e l’indignazione intesa come “Resistenza” come vigilanza affinchè mai più siano tollerate o accettate situazioni ed idee non in linea con tutti i principi di libertà.
Terminato l’incontro, alcuni dei presenti si sono recati al Sacrario della Brigata Maiella per rendere omaggi ai Maiellini morti per la libertà.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere
partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e
partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è
vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza
opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma
opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che
sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti;
è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede,
il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli
uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi
che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere
uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra
l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da
alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la
massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra
sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno
naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha
voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano
pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto
anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è
successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.
Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone
quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere
inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura
che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che
succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa
nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono
partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
Antonio Gramsci – Indifferenti 11 febbraio 1917
Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace

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